La Chiesa di Sant’Egidio Abate è caratterizzata da un portale in travertino che risale al 1524. Sulla facciata, sopra il portale, si trova un’incisione in latino che recita: “Haec est domus Dei firmiter aedificata 1524”, traducibile in italiano come “Questa è la casa di Dio, saldamente edificata nel 1524”.
Questa iscrizione non è solo un elemento decorativo, ma rappresenta anche un’importante testimonianza per la datazione della ricostruzione della facciata e del portale della chiesa. La data e il messaggio scolpito nel travertino costituiscono un interessante frammento della storia di Sant’Egidio alla Vibrata.
Studi recenti suggeriscono che il portale possa essere attribuito a Nicola Filotesio, noto come Cola dell’Amatrice, un maestro del Rinascimento attivo nella zona. Tuttavia, l’attribuzione non è ancora certa e rimane un tema di discussione tra gli storici.
Oltre a portare un messaggio e una data, il portale è anche un esempio di arte rinascimentale che arricchisce il patrimonio culturale della nostra regione. Come evidenziato in un recente post ufficiale, basta spesso fermarsi un attimo per osservare ciò che è inciso sulle pietre e scoprire la ricchezza che il nostro territorio ha da offrire.
Per coloro che desiderano approfondire ulteriormente, è consigliabile consultare il Catalogo Generale dei Beni Culturali del Ministero della Cultura.




