È venuto a mancare Nunzio Mancini, l’ultimo minatore di Marcinelle, all’età di 96 anni. La notizia, diffusa dal Comune, segna la fine di un’epoca e la perdita di una delle ultime voci dirette su una delle più gravi tragedie lavorative del Novecento.
Nato a Manoppello, Mancini era tra i pochi sopravvissuti all’incendio che il 8 agosto 1956 colpì la miniera del Bois du Cazier a Marcinelle. In quel drammatico giorno, poco prima di iniziare il suo turno, la tragedia costò la vita a 262 minatori, di cui 136 italiani, tra i quali 22 provenienti da Manoppello.
Nonostante il dolore vissuto, Mancini scelse di unirsi ai soccorritori, affrontando il difficile compito di riportare in superficie i corpi dei suoi compagni. Questa esperienza lo ha segnato profondamente, spingendolo a dedicarsi a mantenere viva la memoria di quel tragico evento e a trasmettere il valore del lavoro e del sacrificio alle nuove generazioni.
La scomparsa di Mancini assume un significato speciale quest’anno, in cui si celebra il 70° anniversario della tragedia di Marcinelle. Il sindaco di Manoppello, Giorgio De Luca, ha dichiarato: “Con la perdita di Nunzio Mancini, Manoppello piange un uomo che ha rappresentato la memoria di una delle pagine più tristi della nostra storia.”
Il presidente dell’Associazione Marcinelle per non dimenticare, Davide Castellucci, ha voluto esprimere il suo cordoglio, sottolineando l’importanza della testimonianza di Mancini. “Se ne va l’ultima voce vivente di Manoppello riguardo alla tragedia di Marcinelle,” ha affermato Castellucci.
Infine, la comunità di Manoppello si unisce al dolore della famiglia di Nunzio, in particolare dei suoi figli, Maria Rita e Giorgio, offrendo loro sostegno in questo difficile momento.




