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Firenze: Gnudi, i ravioli nudi della tradizione toscana

Firenze: Gnudi, i ravioli nudi della tradizione toscana

Firenze è famosa per una delle sue ricette più tradizionali: i Gnudi, noti anche come “ravioli nudi”. Questo piatto si caratterizza per un ripieno di ricotta e bietola, ma senza l’involucro di pasta.

La leggenda sui Gnudi narra che siano nati come un modo per utilizzare un ripieno avanzato. Invece di preparare la pasta, il composto veniva semplicemente lessato. Nella provincia di Siena, questo piatto è noto con il nome di malfatti, in riferimento alla sua forma irregolare, che si ottiene modellando a mano il composto.

Una delle prime documentazioni di questa ricetta si trova nel libro La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi, pubblicato a Firenze nel 1891. Nella ricetta n. 97, intitolata semplicemente RAVIOLI, è descritta in dettaglio questa preparazione.

Secondo Artusi, per preparare circa due dozzine di Gnudi sono necessari: 300 g di ricotta, 50 g di parmigiano grattugiato, 2 uova, bietola cotta (equivalente a un pugno), noce moscata, spezie, sale e farina per lavorare l’impasto.

Il processo di preparazione prevede di passare la ricotta e lessare la bietola, che va poi strizzata e tritata finemente. Si mescolano quindi tutti gli ingredienti e, prelevando il composto con un cucchiaio, si formano delle palline che vengono avvolte nella farina. I Gnudi si cuociono in acqua bollente non salata, pochi alla volta, e si scolano con una mestola forata. Il condimento tradizionale prevede burro e salvia.

Vi invitiamo a condividere nei commenti come viene chiamata questa specialità nelle vostre famiglie. Questa ricetta è un’ottima scelta per il pranzo della domenica.


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