La Dr.ssa Carmelinda Lombardi, farmacista specializzata in Nutrizione Clinica e Terapia del Dolore, ha condiviso delle informazioni preziose sul legame tra l’orario dei pasti e il metabolismo. Come ha spiegato nel suo post, è emerso che non è solo importante cosa mangiamo, ma anche quando mangiamo può influenzare il nostro organismo.
Il corpo umano ha un orologio biologico che si regola principalmente secondo il ciclo luce-buio, insieme a orologi periferici presenti in organi vitali come fegato, pancreas e intestino. Consumare pasti a orari tardivi può creare uno sfasamento tra il momento in cui il corpo si prepara al riposo e quello in cui viene assunto il cibo.
Studi hanno dimostrato che spostare i pasti verso orari più tardi può influenzare la sensazione di fame, il dispendio energetico e alcuni meccanismi del tessuto adiposo. Inoltre, la risposta glicemica e la capacità di gestire il glucosio seguono un ritmo circadiano, risultando meno favorevoli nelle ore biologicamente più avanzate della giornata.
È importante notare che non esiste un’ora precisa dopo la quale le calorie si trasformano in grasso; il metabolismo ha un proprio ritmo. La melatonina, che aumenta con l’avvicinarsi della sera, segnala l’approccio al momento del riposo. Mangiare poco prima di questo aumento ormonale può portare a una gestione del glucosio meno efficace, un aspetto che può variare da persona a persona.
Per migliorare la situazione, la Dr.ssa Lombardi consiglia di anticipare le cene tardive e mantenere una certa regolarità negli orari dei pasti, dedicando le ultime ore della giornata al riposo piuttosto che a un continuo consumo di cibo e spuntini.
Il messaggio principale è chiaro: per un’alimentazione corretta, è fondamentale considerare non solo la qualità e la quantità degli alimenti, ma anche il tempo in cui vengono consumati. Infatti, il metabolismo segue un proprio orologio, e allinearsi a esso può influenzare in modo significativo la nostra salute.




