Il progetto Guidonia Montecelio Open Factory – Festival del Turismo Industriale si svolgerà tra ottobre e novembre 2026, come deciso dalla Giunta comunale. Questa iniziativa punta a mettere in evidenza il patrimonio storico e produttivo della città, introducendo nuove forme di turismo culturale e esperienziale.
Guidonia Montecelio è riconosciuta per la sua forte identità industriale, che si manifesta nella coltivazione del travertino romano, nella produzione di cemento e nella storia dello sviluppo industriale dell’area tiburtina. L’Amministrazione vuole sfruttare questo patrimonio per favorire la crescita culturale, economica e turistica della zona.
Il programma del festival include un’ampia gamma di attività, come visite guidate ai siti produttivi, laboratori esperienziali, eventi dedicati alle scuole, un Convegno nazionale sul Turismo Industriale e degustazioni di prodotti tipici. Tuttavia, i dettagli sui luoghi delle attività, le date esatte e l’elenco delle scuole e associazioni coinvolte non sono ancora stati comunicati.
Durante la fase organizzativa estiva, saranno coinvolti imprese, scuole, operatori turistici e associazioni locali. L’obiettivo è creare una rete di collaborazione tra pubblico e privato, affinché Guidonia Montecelio diventi un punto di riferimento nel turismo industriale. L’iniziativa avrà un costo complessivo di 22.500 euro, di cui 20.000 euro saranno richiesti alla Città Metropolitana e 2.500 euro saranno coperti dal bilancio comunale.
Questo progetto si allinea con le linee strategiche dell’Amministrazione, che punta a valorizzare il patrimonio locale e a sostenere uno sviluppo economico responsabile. Non si tratta di un evento isolato, ma di un primo passo verso una strategia a lungo termine. Come ha sottolineato l’Assessore Michele Venturiello, la collaborazione tra produttori, scuole e istituzioni sarà fondamentale per trasformare l’identità industriale in un valore condiviso.
Il Sindaco Mauro Lombardo ha evidenziato l’importanza di valorizzare la storia produttiva della comunità, considerandola un investimento culturale e identitario per il futuro.




