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Ravenna, Santa Maria in Porto: storia e architettura

Ravenna, Santa Maria in Porto: storia e architettura

Ravenna è famosa per la sua ricca storia architettonica e tra i suoi gioielli si trova la basilica di Santa Maria in Porto. Costruita in parte con materiali recuperati dalla demolizione della chiesa di San Lorenzo in Cesarea, la basilica è stata completata intorno al 1780 grazie all’opera di Camillo Morigia, il quale ha saputo fondere il barocco dell’epoca precedente con un raffinato stile neoclassico.

La facciata della basilica colpisce per la sua pietra marmorea bianca, un aspetto che evidenzia la ricchezza dell’ordine religioso a cui la chiesa era legata, in virtù dell’adiacente monastero, oggi sede del MAR. La facciata è adornata da colonne abbinate, nicchie, timpani sui portali, un ampio finestrone balconato e statue di santi. Tra gli elementi più significativi, spicca la Madonna Greca sul portone centrale, risalente al 1689, che arricchisce notevolmente il valore artistico del luogo.

La storia della basilica è complessa: nel 1797 subì saccheggi da parte dei Francesi e, dopo la soppressione degli ordini monastici, durante l’Ottocento passò sotto il demanio militare. Per un breve periodo, la basilica fu utilizzata come caserma, prima di tornare alla gestione del clero diocesano. L’arcivescovo Vincenzo Moretti ripristinò il culto della Madonna Greca, e nel 1900, in occasione dell’ottavo centenario, l’immagine della Vergine fu incoronata solennemente.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1944, la chiesa riportò danni a causa di una bomba inesplosa, ma è stata successivamente restaurata e oggi si presenta come la conosciamo.

Per scoprire di più sulla storia della basilica di Santa Maria in Porto, puoi visitare il sito di turismo.ra.it.


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