“Come uomo d’affari, ho fatto la mia parte: l’unico azionista è il pianeta”

È risaputo che ogni azione del miliardario fondatore 83enne dell’esperimento di business responsabile per il noto marchio di abbigliamento sportivo Outdoor Patagonia, remasse contro le piaghe del capitalismo.

Yvon Chouinard cede la sua azienda a no profit
Dalle parole ai fatti

Nessuno tuttavia, si aspettava che Yvon Chouinard, riuscisse a stupire a tal punto. Dare tutto via gratis, pagandone addirittura le tasse, offrendo così un contributo non indifferente al nostro pianeta.

Il ricco fondatore di Patagonia (ovvero un’azienda certificata B Corp con sede a Ventura -in California- che opera nell’abbigliamento e nell’attrezzatura per l’outdoor, nel food e nei settori correlati e che oggi vale 3 milioni di dollari) ha infatti deciso di annunciare un cambio di proprietà diverso da quelli a cui siamo abituati. 

L’azienda è sin dall’inizio nota a livello internazionale per l’impegno impiegato nella realizzazione di prodotti contraddistinti da un sigillo ambientalista tra i membri fondatori di 1% for The Planet, e per quel che si legge nel comunicato diffuso dalla società, quest’ultima proseguirà a tenere l’impronta di una B Corp, continuando dunque a donare ogni anno l’1% delle vendite ad associazioni ambientaliste non profit. Non muterà nemmeno la leadership dell’azienda, infatti la famiglia Chouinard continuerà a far parte del consiglio di amministrazione di Patagonia. 

Una decisione stabilita insieme ai suoi due figli quarantenni che, in seguito a questa scelta, non riceveranno in eredità l’azienda di famiglia, ma resteranno comunque a libro paga (pertanto riceveranno garantitamene un salario senza tuttavia farsi carico della preoccupazione di amministrare).

Ha donato il suo patrimonio alla salvaguardia ambientale

Patagonia ceduta a no profit
La scelta di Chouinard:un modello da seguire

La famiglia Chouinard, ha dunque donato il suo tesoro a una Ong che lotta contro il cambiamento climatico, trasferendo l’intera proprietà a due nuove entità: il Patagonia Purpose Trust e l’Holdfast Collective. 

Avendo donato le proprie azioni a un fondo, la famiglia sarà costretta a pagare circa 17,5 milioni di dollari in tasse. 

Il Patagonia Purpose Trust, possiede ora tutte le azioni con diritto di voto della società (quindi il 2% delle azioni totali), e diviene la struttura legale adibita a tutelare ogni valore di Patagonia, da qualunque deriva capitalistica.

Di conseguenza, l’Holdfast Collective, d’ora in poi deterrà tutte le azioni senza il diritto di voto (il 98% del totale), finanziando ogni dollaro ricevuto dal marchio nella protezione della natura e della biodiversità, al fine di supportare le comunità combattendo la crisi ambientale. 

I Chouinard, per legge, non hanno ricevuto alcun beneficio fiscale nemmeno per questa donazione.

«Non volevo essere un uomo d’affari. Ora potrei morire domani e l’azienda continuerà a fare la cosa giusta per i prossimi 50 anni, e io non devo essere presente […] Se vogliamo sperare di avere un pianeta vivo e prospero tra altri 50 anni, è necessario che tutti noi facciamo il possibile con le risorse che abbiamo […] Come uomo d’affari, nonostante non abbia mai voluto esserlo, sto facendo la mia parte».

Questo è quanto ha rilasciato Yvon Chouinard in un’intervista esclusiva al New York Times dal suo ranch a Jackson, in Wyoming. L’imprenditore offre così una grande lezione al mondo, incentivando tutti a supportare i propri ideali, con dei fatti concreti.