La Carrà morta una seconda volta: “Ennesima vergogna Capitale”

A poco più di un anno dalla scomparsa di Raffaella Carrà, un altro scandalo nel comune di Roma ha oltraggiato la showgirl italiana, mancando di rispetto a lei e a tutta la sua carriera.

Raffaella Carrà icona pop italiana
Secondo oltraggio a Raffaella nel giro di pochi mesi

A luglio dello scorso anno -un giorno dopo la sua morte- Mr Churro, famoso street artist, per omaggiarla aveva infatti realizzato un murale su un supporto cartaceo con il suo volto e la bandiera arcobaleno del movimento LGBT+, accompagnato dalla scritta “Meno silenzio, più rumore” nella Gay Street romana vicino al Colosseo, in via Giovanni Laterano. 

Di certo, si trattava di un segnale estremamente importante da parte della comunità stessa, alla quale è stata sempre vicina, ed anche da parte della città di Roma dove lei ha vissuto e lavorato.

Ma nonostante ciò, già il 24 ottobre del 2021, il volto della celebre artista era stato stracciato dal murale: un atto vandalico di non poco valore.

Più nello specifico, il gruppo di fan della Carrà che aveva denunciato il gesto, e aveva spiegato come sui frammenti dell’opera, era stato poi affisso un adesivo riconducibile ad un “gruppo di destra polacco”, che rivendicava il gesto contro la comunità omosessuale.

Ma cosa è successo questa volta?

Solo a distanza di 10 mesi dal precedente danneggiamento, si è registrato un nuovo atto vandalico. Ma a causa di questo secondo intervento, l’opera è stata distrutta quasi per intero: oltre al viso della Carrà, sono stati cancellati anche parte dell’arcobaleno e dell’uomo raffigurato insieme alla scritta “- silenzio, + rumore” racchiusa nel fumetto.

Murale Carrà distrutto
Murale dedicato alla Carrà quasi interamente distrutto

A rendercelo noto è Fabrizio Marrazzo, portavoce del partito Gay – Solidale Ambientalista Liberale – Lgbt+ e candidato alla camera per il Movimento 5 Stelle in un collegio uninominale di Cerignola-Manfredonia in Puglia.

Infatti il gesto questa volta ha scatenato la sua rabbia reagendo con un post su Facebook condannando l’ “ennesima vergogna capitale” a causa di persone incivili e, presumibilmente omofobe.

Inoltre, Marrazzo rivolge anche un appello al comune di Roma, proprio in nome della giunta da cui è guidato che si definisce progressista e a favore dei diritti civili, chiedendo a quest’ultimo di offrire agli artisti uno spazio controllato e sicuro, per onorare l’icona della cultura pop, ed omaggiarla con un murale ufficiale della comunità Lgbt+.