Sportelli di soccorso per le vittime del revenge porn: ora puoi denunciare!

In Italia l’importanza di un supporto psicologico sta diventando un argomento sempre più ricercato e importante, molti sportelli stanno aprendo proprio per supportare chi ha bisogno.

La necessità di chiedere un aiuto a livello fisico e psicologico ormai smette di essere un tabù man mano che si avanti, e che si provvede a informare sempre di più a riguardo. In Italia sono stanti gli sportelli che offrono supporto a tutte quelle persone che ne hanno bisogno, dai centri di accoglienza, antiviolenza, ecc. Attualmente un altro di questi centri di supporto ha aperto in Italia.

revenge porn
(Foto di Molly Blackbird su Unsplash)

Si tratta dello sportello per le vittime di revenge porn, che offre un primo soccorso psicologico, offerto da Tconsulta e l’Associazione di PermessoNegato.

Il reato del Revenge Porn

Si tratta di uno sportello gratuito, per tutte quelle persone che sono e/o sono state vittima del revenge porn. Questo tipo di abuso consiste nella diffusione da parte di terzi, di foto/immagini molto intime, private e personali, che vengono rese pubbliche senza il consenso della persona ritratta, con lo scopo di umiliare, denigrare, far del male, alla persona. E’ un atto che può creare dei danni gravi a livello psicologico, molto pesanti e pericolosi.

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Il revenge porn è un reato e un abuso che può portare a condizioni molto pericolose come depressione, isolamento, ecc. (Foto di Anthony Tran su Unsplash)

La Tconsulta ha poi affermato che c’è la necessità di sfondare le pareti di questo tabù, come di moli altri. Lo sportello per il supporto psicologico al revenge porn, sarà disponibile 24h su 24, 7 giorni su 7 e sarà totalmente gratuito. Saranno messe a disposizione anche delle consulenze virtuali e 60 consulenze gratuite, per iniziare un percorso di riabilitazione.

La pagina di Fanpage riporta che circa il 16% degli italiani vittime di revenge porn, hanno pensato al suicidio o sono arrivate fino all’autolesionismo. Le vittime, nel 70% dei casi sono donne. Il 4,1% degli italiani ha subito questo abuso pornografico non consensuale, su una media di 27 anni di età.

Gli effetti di questo vero e proprio abuso, portano a stati di isolamento, depressione, disturbo post traumatico, diffamazione, ecc. Venendo assorbiti da un senso di vergogna e solitudine, che porta a cambiare le proprie abitudini di vita quotidiana privata e lavorativa. In Italia è diventato un reato dal 2019, grave allo stesso modo di uno stupro, sia per donne che per gli uomini, punibile con la reclusione da uno a sei anni e una multa che può andare dai 5.000 ai 15.000 euro.

 

 

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