Brutte notizie per i mancini? Alcuni studi si rivelano preoccupanti

Circa il 10-12 % della popolazione mondiale è mancino. Pertanto, nel corso della storia, in un mondo prevalentemente costituito da destrimani, sono stati diversi gli episodi di stigmatizzazione e discriminazione che hanno coinvolto le persone mancine.  Eppure, è stato dimostrato più e più volte come diverse icone impresse nella storia, come Leonardo Da Vinci, Marilyn Monroe, David Bowie, Jimmi Hendrix, Giulio Cesare, Neil Armstrong, Winston Churchill, Barack Obama, Bill Clinton, Napoleone Bonaparte e tanti altri, non scrivevano con la mano destra.

In ogni caso tuttavia, l’utilizzare la mano sinistra piuttosto che la destra, è da sempre stata connotata da un’accezione negativa più che da una positiva.

Tant’è che diversi studi hanno rivelato anche la presenza di svantaggi dell’essere mancini anche sotto il punto di vista economico.

Diversi anni fa infatti, è stato pubblicato un articolo da un professore di Harvard, nel quale sosteneva proprio che i mancini guadagnassero meno rispetto ai destrimani, constatando come il loro redito medio, era più basso di circa il 10%. Ma la ragione di questa differenza, a suo parere, era da ricollegare alla presenza di una maggiore probabilità statistica dei mancini, di soffrire di problemi cognitivi.

Mancini, problemi neurologici
Essere mancini: un pro o un contro?

A ragione di ciò, molti ricercatori e scienziati hanno studiato a lungo le connessioni fra la mano utilizzata per la scrittura (e non solo) riflettente l’emisfero dominante, e il cervello. 

I risultati di tali studi, si sono rivelati a loro volta estremamente inaspettati e sconvolgenti.

Innanzitutto, degli studi sostenuti in un’università americana (nella Yale University), hanno mostrato come circa il 30% dei mancini, non abbia un emisfero dominante nel cervello, il che dunque comporterebbe un rischio maggiore di sviluppo di disturbi dell’apprendimento cognitivo sin dalla giovane età.

Ma non solo. Uno studio condotto dall’Università di Oxford, comprova il fatto che la genetica abbia un ruolo fondamentale nel determinare il mancinismo, stimando che quest’ultimo sia ereditario al 25% e dimostrando inoltre come i mancini possano essere più inclini a diversi disturbi.

La maggiore predisposizione per lo sviluppo di disturbi neurologici

mancini schizofrenia
I numeri che preoccupano

Per questo studio, sono stati utilizzati dei dati della Biobank britannica, al fine di esaminare dei modelli di imaging cerebrale, i genotipi e i fenotipi legati alla manualità.

Sono stati presi dunque 721 mancini e 6.685 destrimani, e sulla base di questi risultati, i mancini hanno registrato una connettività funzionale più forte tra le reti linguistiche della parte destra e sinistra, ma al contempo una connettività più debole tra la rete della lingua omologa destra e la rete di default mode e quella di salienza, che si attivano invece quando il cervello deve analizzare un contenuto. 

Un altro studio condotto dall’università di Oxford, stima che il mancinismo sia ereditario al 25% ed è inoltre stato dimostrato quanto esso possa essere associato ad una maggiore predisposizione per lo sviluppo di diversi disturbi neurologici e psicotici. 

Ad avvalorare ulteriormente la tesi, arriva anche un altro studio, realizzato dal ricercatore americano Jadon R.Webb per la Sage, ovvero una società indipendente internazionale operante nel campo degli studi sociali e scientifici. 

In questo caso sono stati presi in esame 107 pazienti di una clinica psichiatrica pubblica con diverse tipologie di disturbi mentali. È stato riscontrato che, tra questi ultimi, il 40% dei pazienti che manifestava sintomi della schizofrenia o del disturbo schizofrenico attivo, era mancino.

Dati di certo non insignificanti.

Tuttavia, occorre comunque precisare che si tratta di corrispondenze non rimarchevoli e non legate da un rapporto causalità diretta.