Lo smartworking non esiste: è solo un grande errore

Una delle espressioni più utilizzate negli ultimi due anni è stata sicuramente smartworking, che in realtà non significa nulla.

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Lo smartworking non esiste, almeno come lo consideriamo noi

Gli ultimi due anni sono stati segnati dalla pandemia di Covid-19 che ha radicalmente cambiato tutte le nostre abitudini. L’emergenza sanitaria ha messo in pausa tutti gli aspetti della nostra quotidianità e quindi siamo stati costretti a trovare delle soluzioni alternative. Uno di questi aspetti è stato sicuramente il lavoro che, per forza di cose, non poteva prendersi una pausa e per questo motivo le aziende e le varie associazioni dei lavoratori hanno optato per una soluzione diversa che potesse farci svolgere il nostro mestiere in tutta sicurezza: lo smartworking.

Per “smartworking” o “smart working” si intende il lavoro svolto da casa o comunque lontano dalla sede lavorativa in totale sicurezza attraverso dispositivi smart come computer, tablet e smartphone. Questa soluzione, adottata praticamente in tutti gli ambienti lavorativi, ha permesso a tanti lavoratori di non mettere in pausa le proprie attività, ma allo stesso tempo salvaguardare la propria salute e quella dei loro colleghi.

Nonostante l’ondata di Covid-19 si sia lentamente calmata nell’ultimo periodo, molti lavoratori hanno continuato a lavorare comodamente da casa proprio perché la prudenza non è mai troppa. L’espressione “smartworking” è ormai entrata a far parte della nostra cultura, utilizzata anche da esponenti del governo in dichiarazioni ufficiali, ma non tutti sanno che si tratta di un grande errore.

Smartworking: una parola solo italiana

L’espressione “Smart Working” è formata da due parole inglesi: “smart” che letteralmente significa “intelligente” e viene utilizzata nel campo della tecnologia per indicare tutti quei dispositivi di ultima generazione in grado di connettersi a reti internet; e “working” che significa “lavoro/lavorare“. La parola “smartworking” quindi si potrebbe tradurre con “lavoro intelligente”, ma in realtà sta ad indicare semplicemente il lavoro attraverso dispositivi “smart”, ma questo ovviamente non specifica in quale luogo si svolge il suddetto lavoro: anche in azienda si usano PC e cellulari.

Il “lavoro da casa” come lo intendiamo noi, infatti, non viene indicato in inglese dall’espressione “smartworking” che nemmeno esiste! È un’espressione inventata di sana pianta dagli italiani dato che nei paesi anglofoni l’attività di lavorare a casa è chiamata principalmente “remote working” ovvero lavoro da remoto.

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Lo smartworking non esiste

Nonostante l’espressione sia sbagliata etimologicamente, è considerata comunque valida in Italia dove è anche stata fatta una regolamentazione ufficiale all’interno della legge 81/2017 della Costituzione Italiana proprio in merito al lavoro agile attraverso strumenti elettronici. Come si suole dire in questi casi: Italians do it better!