Atleta paraolimpico escluso: troppo “intelligente”

Il regolamento internazionale detto sport, sembra avere delle regole molto ferree, che portano spesso atleti giovani a dover essere esclusi.

Luca Venurelli partecipazione europei negata
Luca Venturelli (Foto di Facebook)

Questo inconveniente, stavolta è toccato al giovane atleta emiliano, Luca Venturelli, 18 anni, una vera promessa del mondo dell’atletica paralimpica. Il ragazzo, è stato qualificato ai campionati europei, come campione della Federazione Italiana di Atletica Leggera. Purtroppo però il regolamento internazionale, non gli consentirà di gareggiare agli Europei, nonostante la sua esecuzione e tempistica fossero praticamente perfetti .

Il ragazzo ha un disturbo dello spettro autistico, ma il suo QI (Quoziente Itellettivo) corrisponde al valore di 95, numero troppo alto per partecipare ai campionati, che lo ha reso non idoneo. Il valore massimo, per poter partecipare, non deve superare i 75.

L’atleta si è espresso riguardo al problema, e ha affermato “Molto spesso le persone autistiche hanno QI molto alti, ma questo non significa che non abbiano difficoltà in molti ambiti: sociali, verbali, sensoriali, e nelle autonomie. Il QI non ci rappresenta“.

Lo spettro autistico nello sport

Luca ha passato un periodo molto difficile, per accettare questa sconfitta, anni e anni di sacrifici e fatica per arrivare a essere al top, e poi ecco che i suoi sogni vanno in in mille pezzi. E’ stato un colpo molto duro per lui, anche se afferma in un post Instagram, che nonostante questa brutta situazione, continuerà ad allenarsi e gareggiare.

 

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La brutta situazione di Luca è capitata a tantissimi atleti, e questo problema ha fatto tornare a galla la questione, riaprendo il dibattito sul regolamento internazionale. Il tecnico Marco Sini, della Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali, ha affermato in un’intervista all’ANSASono convinto che nella categoria di Luca, quindi delle disabilità intellettivo-relazionali, ci siano dei grossi passi ancora da compiere“.

Nonostante l’indignazione, per quanto accaduto, da parte di tutti, nessuno potrà farci niente, hanno tutti le mani legate come lui. Il problema dev’essere risolto alla base, cercando di fare più richiesta possibile per far si che il regolamento venga rivisto e modificato.

Secondo il ragazzo, basterebbe una categoria a parte, per tutti gli atleti paralimpici, perchè lo spettro autistico presenta tante variabili, e una classificazione a parte potrebbe risolvere il problema, come sostengono anche la madre e il padre del ragazzo, amareggiati per non poter aiutare il figlio, a realizzare il suo sogno.

Ora la lotta continua, per chi come lui vuole cambiare le cose e aiutare il prossimo a supere i propri limiti, sperando che presto il regolamento internazionale, possa essere modificato, e permettere a tutti di partecipare e realizzare i propri sogni.