Tragedia a Bologna: ennesimo caso di un insospettabile

Uccisa a martellate dall’uomo che la perseguitava da mesi. Ennesimo femminicidio nella notte tra martedì e mercoledì a Bologna.

Alessandra Matteuzzi uccisa a Bologna, colpita con un martello
Alessandra Matteuzzi, è stata uccisa a Bologna, colpita con un martello. Foto: Ansa.it

Ennesimo caso di femminicidio, questa volta la vittima si chiamava Alessandra Matteuzzi, e aveva 56 anni.

Come spesso accade in queste situazioni, la vittima alla fine luglio aveva fatto una denuncia contro l’ex compagno dal quale si era lasciata da qualche tempo.

Questo però non è bastato a fermare l’assassino che l’ha brutalmente aggredita con un martello e uccisa sotto casa.

L’ex compagno della donna è il calciatore ed ex modello Giovanni Padovani, originario di Senigallia, in provincia di Ancona.

Dopo due anni nelle giovanili del Napoli l’aggressore aveva militato in varie squadre di serie C e D: tra cui il Foligno, il Troina, Giarre e ora la Sancataldese in Sicilia.

Padovani sarebbe arrivato ieri a Bologna in aereo dalla Sicilia e poi sarebbe andato ad attendere la donna sotto casa.

Alessandra Matteuzzi vittima del suo stalker
Alessandra Matteuzzi a fine luglio aveva denunciato l’ex compagno. Foto: Ansa.it

Padovani, come riferito dalla polizia che lo ha arrestato per omicidio aggravato, stava attendendo la vittima sotto casa da un paio d’ore e quando è arrivata intorno alle 21 l’ha brutalmente ammazzata a colpi di martello sulla testa.

Stefania, la sorella della vittima racconta: È scesa dalla macchina e ha cominciato a urlare: no Giovanni, no, ti prego, aiuto. Io ero al telefono, ho chiamato immediatamente i carabinieri che sono arrivati subito. Io abito a 30 chilometri. Alla fine, l’ha massacrata di botte”.

L’allarme è stato dato da residente della palazzina che sentendo le grida di Sandra ha subito chiamato le autorità.

Prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, ad intervenire dopo è stato un ragazzo, figlio di un altro vicino di casa, al quale Padovani non avrebbe opposto resistenza: “Non ce l’ho con voi, ce l’ho con lei, non vedo l’ora che arrivi la polizia che voglio finire tutto”, avrebbe detto l’assassino a chi lo ha bloccato.

Le autorità sono giunte sul luogo del delitto intorno alle ore 21.30. Al loro arrivo hanno trovato l’aggressore ancora sul posto e la donna agonizzante in stato di incoscienza. Purtroppo, quando è giunta anche l’ambulanza per lei già non c’era più nulla da fare.

Considerando il numero impressionante di femminicidi è arrivato il momento che qualcosa si smuova dal punto di vista legislativo. In Italia si stima che una donna ogni 3 giorni viene uccisa e la maggior parte delle volte l’assassino è proprio un familiare o comunque una persona con cui la vittima ha avuto legami affettivi. La legislazione così come è strutturata allo stato dei fatti è inefficiente, tanto che solo il 10% delle donne vittime di abusi denuncia i persecutori.